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cecilia edelstein

  • a cura di cecilia edelstein - le diverse professioni nella relazione di aiuto. un movimento emergente.

    EDELSTEIN C., 2018. ARACNE.

    In un taglio longitudinale sul panorama italiano, che considera lo sviluppo delle professioni della relazione d’aiuto dalla cosiddetta Legge Basaglia ad oggi, appare evidente che in luogo dell’auspicato “operatore unico” si sia affermata una tendenza alla proliferazione delle figure professionali in questo campo. L’ampio ventaglio di proposte crea distanze e sovrapposizioni, talora opposizioni, che si esprimono in un faticoso reciproco conoscersi e riconoscersi. Cosa accomuna e cosa differenzia le diverse professioni nella relazione d’aiuto oggi e come possono collaborare e trasformare il lavoro sul campo in vere imprese interdisciplinari, oltre la multidisciplinarità? È possibile costruire un ponte tra ambito sanitario, socio–assistenziale ed educativo considerando l’eterogeneità e la varietà un valore legato alla complessità? A queste e altre domande il CIPRA — Coordinamento Italiano Professionisti della Relazione d’Aiuto, di cui gli autori fanno parte, prova a rispondere in questo libro sia a livello storico e giuridico, sia a livello teorico e scientifico, senza tralasciare la pratica. Il volume pone anche interrogativi, traccia una base per avviare dialoghi e dibattiti coordinati e intende porre le fondamenta di una cultura differente della relazione d’aiuto in una cornice umanistica ed espandere la sensibilità collettiva dell’intera comunità di professionisti e cittadini. Dopo un excursus storico e giuridico che va dalla cura del disagio psichico al benessere, dalla nascita della professione di psicologo alle ultime leggi promulgate in materia, si analizzano aspetti sia culturali che politici in un tentativo corale, a volte discordante, altre armonioso, di trattare il tema della complessa realtà odierna. Chiude il libro una parte di testimonianze sul campo da parte di professionisti che raccontano come vivono e vedono la propria professione, offrendo al lettore la possibilità di distinguere e paragonare e al cittadino, potenziale cliente, di fare scelte consapevoli.

    A cura di Cecilia Edelstein
    Luca BarlasciniAnna BarraccoRiccardo BettigaAlessandra CaporaleTullio Carere-ComesRolando CiofiMarina ForamittiPier Luigi LattuadaTiziana MantovaniPaolo MigoneDaria MorosiniLaura SimeoniMassimo SoldatiRiccardo Zerbetto
    Prefazione di Luciana La Stella

    Indice:

     

    Prefazione

    Introduzione
    Cecilia Edelstein - La colonna vertebrale
     

    Parte I
    Panorama storico giuridico


    Cecilia Edelstein - Il CIPRA - Coordinamento Italiano Professionisti della Relazione d'Aiuto. Un movimento emergente


    Rolando Ciofi - La psicologia e le professioni della relazione d'aiuto. Uno sguardo sull'ultimo trentennio italiano

    Anna Barracco - Dalla 56/1989 alla 4/2013. Uno sguardo sul quadro normativo italiano

    Riccardo Bettiga - Gli psicologi e l'evoluzione del concetto di Salute: la Legge 3/2018


    Parte II
    Pluriverso umanistico 


    Tullio Carere-Comes - La cura umanistica dell'animaPaolo Migone - Il dibattito dei fattori curativi nelle relazioni di aiuto

    Riccardo Zerbetto - Cosa accomuna e cosa differenzia le professioni nella relazione di aiuto? L'esempio della psicoterapia

    Pier Luigi Lattuada - Educare verso un rinascimento umanistico

    Massimo Soldati - Il Corpo in Croce. La mediazione somatica nella relazione d'aiuto
     

    Parte III
    Testimonianze

     

    Luca Barlascini - I diversi linguaggi nella relazione di aiuto: l'esempio dello psicologo

    Marina Foramitti - L'Orologio: la semantica del tempo ospedaliero

    Daria Morosini - Il nostro sentiero: in cammino con l'educatore professionale

    Alessandra Caporale - Un "noi" per il counseling

    Tiziana Mantovani - Nel ritmo del conflitto: la mediazione familiare

    Anna Barracco - Con le galoches, Basaglia e Don Milani, a spasso per la Via Lattea: cooperazione educativa, pedagogia del Cielo e politica dell'esperienza

  • Atto e peccato, dono e perdono. Seminario Sabato 21 settembre 2019

    Atto e peccato, dono e perdono

    Malanimo, delusioni e rancori - Possibili ricomposizioni. 

    Atto e peccato, dono e perdono.

    PRIMO SEMINARIO - Sabato 21 settembre 2019 

    Il seminario si terrà a Bergamo, dalle 10 alle 18, al Centro La Porta, in Viale Papa Giovanni XXIII, 30.

    Condotto da Cecilia Edelstein

    Come ormai tradizione, anche per l’anno 2019-2020 Shinui propone un ciclo di seminari attorno a tematiche connesse fra di loro. Questa volta approfondiremo in successione: il perdono nelle sue diverse sfaccettature, la riconciliazione nel contesto sociale e nella mediazione penale e, infine, il processo di rappacificazione con noi stessi come azione necessaria per una crescita evolutiva attraverso le inevitabili sfide della vita.  Le giornate seminariali si svolgeranno, come di consueto, articolando aspetti teorici e aspetti esperienziali. Verranno altresì esposti i risvolti pratici nei percorsi della relazione d’aiuto.

    Di cosa tratterà questo primo seminario:

    Che esista il perdono e un “peccato originale” è un preconcetto basilare nella nostra cultura, a volte scontato, che detta le nostre azioni quotidiane e influisce profondamente sulle relazioni. Cosa succede quando il concetto di peccato non viene contemplato e si trasforma in una sorta di presa di coscienza e riconoscimento di responsabilità? Quale legame quindi fra il peccato e l’atto, fra il perdono e il dono e come questi si connettono con i giudizi e pregiudizi?
    Attraverso narrazioni di miti culturali e una narrazione autobiografica, che diventa testimonianza, la relatrice proverà ad esplorare dimensioni plurime del perdono che possano generare riflessioni arricchenti ed evocare emozioni altre.
    Durante la giornata i partecipanti potranno anche raccontarsi ed elaborare situazioni “aperte” in piccoli gruppi sulla base degli stimoli consegnati dalla relatrice.

    La quota di partecipazione alla singola giornataè di € 80,00; per la partecipazione al ciclo completo € 220,00.
    Per soci AssoCounseling, AIMS, SIRTS, CIPRA, ex allievi, tesserati Lab 80 e tesserati ARCI, la quota è di € 60,00 per il singolo seminario; € 160,00 per l’intero ciclo.
    Per studenti universitari, la quota è di € 40,00 per il singolo seminario; € 100,00 per l'intero ciclo.
    I prezzi sono al netto di IVA 22%. Per i soci Shinui la partecipazione è gratuita.

    Con il patrocinio della SIRTS - Società Italiana di Ricerca e Terapia Sistemica        sirts logo patrocinio

    Per questo seminario vengono inoltre riconosciuti:

    • 8 crediti formativi AssoCounseling  logo 
    • 6 crediti formativi AIMSaims.jpg
    • 3 crediti formativi rilasciati dall’Ordine degli Avvocati di Bergamo

    Per le iscrizioni rivolgersi a SHINUI – Centro di Consulenza sulla Relazione, tel. 035 241039 (dalle 10.00 alle 14.00), e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., oppure online nella pagina eventi del sito www.shinui.it.

     

    Cecilia Edelstein: Psicologa, terapeuta familiare e interculturale, counselor e mediatrice familiare, è fondatrice e direttrice di Shinui- Centro di Consulenza sulla Relazione di Bergamo, attuale Presidente del CIPRA - Coordinamento Italiano Professionisti della Relazione d’Aiuto (www.cipraweb.it), socia fondatrice di AssoCounseling, didatta A.I.M.S. Associazione Internazionale Mediatori Sistemici e membro della commissione didattica. Ha sviluppato e documentato l’approccio sistemico pluralista ed è autrice di diverse pubblicazioni scientifiche.

  • cecilia edelstein - il counseling sistemico pluralista dalla teoria alla pratica

    EDELSTEIN C., 2007. TRENTO, ERICKSON

    Cecilia Edelstein presenta al pubblico italiano il primo volume sistematico e completo sul counseling sistemico, inquadrandolo nei suoi sviluppi storici e socio-culturali, nei suoi riferimenti teorici ed epistemologici, per arrivare a definire un modello pluralista di counseling che, traendo le sue origini dalla terapia familiare e dal pensiero sistemico nelle sue varie declinazioni, rivela le proprie potenzialità in un’ampia varietà di contesti.

    In questo modello, le abilità comunicative – non solo verbali – vengono a essere il motore del processo evolutivo che porterà il cliente a essere protagonista attivo del cambiamento all’interno del proprio contesto di vita e di relazioni. Completano il volume le esperienze di professionisti che lavorano nei diversi ambiti del counseling, che offrono al lettore una ricca panoramica sulle possibilità della sua applicazione, ampliando gli orizzonti della relazione d’aiuto.

    Il libro contiene una prefazione di Salvador Minuchin, pioniere della Terapia familiare e artefice dell’approccio strutturale:

    “[…] Nel suo modello pluralista, Edelstein fa dialogare la prospettiva Milanese, gli strutturalisti e Virginia Satir. Con entusiasmo, fa sedere attorno al suo tavolo Andolfi, Boscolo, Minuchin, Cecchin, e Ackerman, così come Michael White e de Bernart e suggerisce che dovrebbero rimanere fedeli ciascuno al proprio approccio, senza tentare di convincere gli altri. […]

    Come formatrice, Edelstein passa dalla concettualizzazione a un enfasi sulle tecniche, dalla teorizzazione alla formulazione di strategie da intraprendere nella relazione d’aiuto. Complimenti!

    L’autrice propone un nuovo modello, che non è la somma delle scuole sistemiche. È un approccio sistematico e complesso nello stesso tempo, che delinea i contenuti e i confini di una nuova professione. Il counseling sistemico non è più una variazione della terapia familiare: all’interno del pensiero sistemico, diventa autonomo, ha una sua dignità e sviluppa un linguaggio a sé. […]

    Penso che l’autrice sia andata oltre la promessa iniziale di fornire i dettagli di un approccio pluralista al Counseling. È mia convinzione che questo libro troverà ampio spazio fra i contributi più importanti alla formazione nel campo delle professioni di aiuto.” Salvador Minuchin, Boca Raton (Florida).

    Con i contributi di: A. Battaglia, S. Benedetti, G. Bert, I. Bozzetto, A. Caruso, C. Fabbri, I. Gandini, M. Giuliani, A. Martinelli, T. Monini, P. Muraro, G. Parisi, S. Quadrino, L. Ubbiali, F. Vadilonga.

    RECENSIONE DI GUIDO VERONESE

    Dalla Rivista m@gm@ del 2007, 5(3): Visita il link

    Cecilia Edelstein si addentra in un terreno assai poco battuto, quello dell’integrazione e del dialogo tra diversi modelli sistemici. L’origine multicentrica e polisemica delle terapie familiari non ha mai, paradossalmente, prodotto un dialogo fertile tra i diversi orientamenti creando non pochi problemi ai neofiti che volessero addentrarsi nel territorio degli approcci relazionali. Non è un caso che non sia affatto scontato individuare una definizione univoca e condivisa di terapia familiare.

    Le scuole dagli anni Sessanta del secolo scorso ad oggi si sono susseguite con vertiginosa turbolenza; alcune di esse vivono ancora oggi un fertile momento di sviluppo, altre involvono fino a scomparire senza lasciare traccia. Sconcertante appare l’assenza di una volontà di dialogo tra gli scolarchi, morbosamente attaccati all’ortodossia dei propri maestri e il più delle volte più preoccupati di salvaguardare il proprio sguardo piuttosto che rivelarsi inclini a fornire nuova linfa vitale al modello. Tali resistenze rischiano di mettere in crisi un approccio, quello sistemico, che oggi in alcuni ambienti (vedi ad esempio l’Accademia) fatica a trovare lo spazio che gli competerebbe. Paradossalmente alcuni “neo-sistemici” sembrano maggiormente innamorati delle concettualizzazioni intrapsichiche e acontestuali, piuttosto che disposti alla pericolosa ricerca di nuovi stimoli nel variegato universo dei sistemi complessi.

    Edelstein attacca con decisione il pregiudizio, tratta con irriverenza la scuola di Milano, apre alla narrazione lo strutturalismo di Minuchin e ipotizza servendosi delle tecniche umanistico esperienziali di Virginia Satir. Strutturalismo, seconda cibernetica, approccio narrativo e modelli umanistici, nel libro della Edelstein si ingaggiano in una danza creativa che trova nella poco conosciuta (e valorizzata) disciplina del counseling terreno fertile per sperimentare nuove vie evolutive per il pensiero sistemico.

    La pratica clinica non subisce l’epistemologia e l’epistemologia non teme di incarnarsi nella pratica clinica. Un’operazione da molti considerata ardita ed eretica trova nei primi capitoli del libro un’insperata armonia e proporzione tra le parti che si amalgamano con estrema naturalezza nell’originale pensiero sistemico pluralista.

    Il primo capitolo si sofferma su una disamina della professione di aiuto e della professione counseling, alla perenne rincorsa della presunta sorella maggiore, più prestigiosa e blasonata, la psicoterapia. L’autrice invita il counselor a trovare un proprio spazio, un’identità che lo liberi dalla sudditanza indotta dal potere psichiatrico in primis, ma anche dall’egemonia dello psicoterapeuta e ricorda come le terapie familiari storicamente si siano sviluppate dal counseling e dalle professioni d’aiuto cercando un punto di discontinuità con quelle discipline “psi” contro cui si sono levati gli anatemi di personalità del calibro di Gregory Bateson e Jay Haley.

    Il secondo capitolo esplora i modelli epistemologici che hanno informato il più fertile dibattito scientifico del secolo scorso: cibernetica, teoria dei sistemi, teorie della comunicazione tra cui i paradossi e i circuiti bizzarri concorrono ad introdurre quelle tecniche che fanno del modello sistemico pluralista un unicum nel panorama delle terapie relazionali.

    Il terzo capitolo è dedicato ad alcuni pionieri della terapia familiare, quei commensali che l’autrice, come indicato da Sal Minuchin nella breve, lucida e affettuosa prefazione, mette intorno ad un tavolo per dialogare, pur restando fedeli al proprio modello.

    Il quarto capitolo apre alle caratteristiche peculiari dell’approccio pluralista, alle tecniche verbali, non verbali ed espressive e alla loro applicazione nella pratica clinica.

    La seconda parte del libro, collettanea, presenta il lavoro delle principali scuole di counseling del Nord Italia nei più disparati ambiti di applicazione: dalla clinica all’ambito sanitario, dalla scuola all’azienda.

    L’opera appare corposa e densa di concetti, rigorosa dal punto di vista scientifico, fedele ed esaustiva per quanto riguarda la ricostruzione storica. Interessante, e questo può essere un invito all’autrice, sarebbe dare un’evidenza empirica al modello, mettendolo a confronto con gli esiti e il processo dei diversi approcci sistemici. Quello proposto dalla Edelstein non appare un modello integrato e neppure eclettico, ma un primo doveroso passo verso una sintesi all’interno della galassia sistemica a rischio di dissipazione. Ancora una volta è il counseling a fare da apripista.

    Il libro appare strutturarsi in diversi strati di complessità. L’approccio per il lettore può avvenire a diversi livelli, secondo il principio sistemico per cui il semplice spiega il complesso. Il libro è accessibile e approcciabile, data la sua natura composita, da un vasto pubblico: operatori, counselor e psicoterapeuti formati e in formazione, studenti universitari e “lettori ingenui”, appassionati di comunicazione, interazione e relazioni.

    RECENSIONE DI RODOLFO DE BERNART

    Dalla Rivista di Mediazione Familiare Sistemica – Rivista dell’AIMS – Associazione Internazionale Mediatore Sistemici, vol. 5/6, ottobre 2007, p. 194.

    Negli ultimi anni si sta finalmente sviluppando anche in Italia il campo della consulenza o meglio del “Counselling “ o “Counseling” . Come si vede è già difficile trovare un nome che metta d’accordo tutti , come sottolinea l’autrice che alla fine ha scelto la terza opzione.

    Questa pratica si rivolge a situazioni non patologiche ed opera attraverso consigli o indicazioni che stimolino risorse già presenti nella persona o nel sistema cliente.

    Il Counseling nasce nel mondo anglosassone e diventa “sistemico” negli anni 90, quando l’ottica sistemica , applicata inizialmente alla Terapia Familiare, comincia ad essere utilizzata in altri contesti invidiali e di gruppo , ma soprattutto in situazioni non patologiche .

    Il termine “pluralista “ arriva nel 2004, quando nei convegni e nelle riflessioni dei didatti e degli allievi della scuola della autrice ci si rende conto che si sta elaborando e trasmettendo un modello che mette in “conversazione” diversi approcci

    Ma cosa è un Counselor? L’autrice ci fornisce una definizione chiara mutuata dalla BAC (British Association of Counseling): “Compito del counselor è dare al cliente l’opportunità di esplorare, scoprire e chiarire dei modi di vivere più fruttuosi e mirati ad un più elevato stato di benessere”. Come si vede non si parla né di diagnosi né di terapia…

    Insomma il Counseling è certamente una professione d’aiuto che, attraverso la relazione fra professionista e cliente (individuo , famiglia o gruppo) mira a facilitare processi di cambiamento, a rinforzare processi evolutivi ed a migliorare la qualità della vita, valorizzando sia le risorse sia le relazioni con l’ambiente circostante.

    Il volume è costruito come un manuale molto efficace e completo.

    La prima parte scritta completamente dall’autrice, fornisce un’ampia panoramica sulle “radici” del Counseling Sistemico Pluralista. Si parte da un’analisi accurata delle radici delle relazioni d’aiuto e da una visione storica della costruzione della professione di counselor per arrivare alla contaminazione con il pensiero sistemico, che sposta il fuoco dalla persona alle relazioni.

    Vengono poi considerate le influenze del pensiero umanistico e gestaltico e , nell’ultima parte del primo capitolo, sono esaminate le ragioni storiche del ritardo dell’affermarsi del counseling in Italia. Infine vengono definite le possibilità di formazione e di riconoscimento della professione in Italia, oggi affidato alle diverse associazioni, scrupolosamente citate.

    Il secondo capitolo è completamente dedicato alle radici epistemologiche del counseling, mentre il terzo si occupa più specificamente dei pionieri della terapia familiare e della loro influenza nella costruzione del modello “Sistemico Pluralista”.Un grande spazio viene dato anche alla seconda generazione ed ai suoi contributi.

    Il quarto capitolo, infine , affronta il compito più difficile. Qui la Edelstein , infatti , presenta le diverse tecniche e teorie di cui ha studiato le origini nei capitoli precedenti, in una forma integrata , fino a definire, appunto, un modello pluralista.

    Ogni tecnica viene riesaminata e modificata secondo la necessità di integrazione , ma anche di adattamento al singolo contesto non solo familiare.

    Personalmente ho trovato molto efficaci e creative le idee dell’autrice nell’utilizzare modificandole le tecniche da me proposte (Foto, Sculture, Disegni e Collage).

    Basterebbe questa prima parte per dare al lettore un ottimo manuale sul Counseling, ma la Edelstein si trasforma in curatrice e ci offre una seconda parte a più mani per completare il quadro con applicazioni pratiche nei diversi contesti.

    Seguono così altri dieci capitoli, ognuno dedicato ad un argomento specifico: dai bambini ed i minori agli anziani, dal counseling genitoriale a quello scolastico, da quello sanitario a quello in fisioterapia, senza dimenticare i macrocontesti e le aziende familiari.

    Questo rende il volume particolarmente adatto come libro di testo per le scuole di counseling e mediazione che non si occupano solo del contesto familiare, ma anche appunto di altri settori, ancora poco visitati.

    Non poteva mancare una rassegna bibliografica (anzi due, visto che ognuna riguarda una delle due parti del volume) piuttosto accurata.

    Alla fine sono anche fornite in appendice le liste delle scuole SICIS e delle altre scuole sistemiche del CNCP.

    Cosa chiedere di più?

    Mi sembra un volume completo, estremamente utile ed altamente consigliabile per la formazione degli allievi di counseling e mediazione.

    Sono molto lieto che il contributo di Cecilia Edelstein ci aiuti a dimostrare che il Counseling e altre professioni d’aiuto non sono affatto una forma minore o meno colta della psicoterapia, ma si presentano invece come qualcosa di diverso ed autonomo, pur avendo in qualche parte radici teoriche e tecniche comuni.

    In altri paesi le società di psicoterapia e di counseling spesso sono assieme sotto una stessa etichetta. Qui in Italia e forse in Europa questo ormai non è più possibile, ma certamente avremo Istituti e Centri che si occupano di entrambe le formazioni e che continueranno ad utilizzare il fruttuoso confronto fra i due contesti.

    Scrivendo queste ultime righe non faccio solo un affermazione teorica, ma faccio riferimento ad un esperienza pratica di anni di formazione, prima della legge sulla psicoterapia, quando nei gruppi di formazione per terapeuti familiari coesistevano Psichiatri, Psicologi ed Assistenti Sociali, OGNUNO PORTATORE DI ESPERIENZE IMPORTANTI E DIVERSE.

    Mi auguro che questo libro sia letto anche da psicoterapeuti e mediatori sistemici.

  • cecilia edelstein - le trasformazioni dei servizi sociali nell’era dei flussi migratori

    EDELSTEIN C., 2011. ROMA, CARROCCI

    Cecilia Edelstein presenta una ricerca nata allo scopo di capire come i Servizi sociali stiano evolvendo di fronte al mutamento dell’utenza dovuto al progressivo aumento del flusso migratorio che sempre più sta trasformando la società italiana in una società multietnica.

    II libro intende presentare una ricerca descrittiva sui Servizi sociali del comune di Bergamo svolta dal 2006 al 2009 dall'Associazione Shinui - Centro di consulenza sulla relazione, grazie alla collaborazione con la Consulta delle politiche familiari dello stesso comune e i servizi sociali (area minori) presenti in questo territorio. La ricerca si concentra sulle famiglie con minori in carico considerando come variabile privilegiata l'essere italiano o straniero.

    RECENSIONE DI EMANUELE ZANABONI

    Da http://analisiqualitativa.com/portale/?p=45"

    La storia di un libro è anche la storia del suo autore, e sembra che questo legame si possa cogliere ancora più intensamente nelle opere di Cecilia Edelstein: nel suo primo libro, “Il counseling sistemico pluralista” (2007), è molto evidente l’intreccio tra la biografia e la formazione dell’autrice (maturata nel cuore delle due sponde della sistemica) e le caratteristiche dell’approccio sistemico pluralista da lei elaborato.

    In questo secondo testo è invece possibile cogliere i risvolti applicativi del modello sistemico pluralista all’interno dell’operato sul territorio bergamasco che ha caratterizzato i tre anni (dal 2006 al 2009) di lavoro di ricerca di cui il testo costituisce un resoconto: l’attenzione alle relazioni umane, la promozione del dialogo, la valorizzazione delle differenze interculturali e la dedizione per l’apertura al territorio tramite il coinvolgimento di professionisti di diversi settori (educativi, legali, sociali, psicologici, sanitari) sono alcuni dei princìpi ispiratori del Centro di Consulenza sulla Relazione Shinui sui quali la ricerca presentata nel libro è stata ideata, progettata e realizzata. Il progetto è stato inizialmente commissionato dalla Consulta delle politiche familiari, un organismo istituzionale espresso dal Comune di Bergamo che opera per lo sviluppo di una politica familiare unificante e organica, con funzione propositiva e consultiva in merito ad iniziative e interventi attinenti alle famiglie.

    Edelstein presenta una ricerca nata allo scopo di capire come i Servizi sociali stiano evolvendo di fronte al mutamento dell’utenza dovuto al progressivo aumento del flusso migratorio che sempre più sta trasformando la società italiana in una società multietnica. L’Area Minori (Servizi sociali territoriali e Servizio Migrazioni del comune di Bergamo) sono stati i servizi analizzati nel corso del triennio di lavoro, mentre l’utenza è composta da famiglie con almeno un figlio minore a carico che si rivolgono ai servizi in maniera volontaria o in modalità coatta con procedimento del Tribunale dei minori.

    L’opera è divisa in due parti.

    Nella prima parte del testo si presentano i dati quantitativi della ricerca, esaminati paragonando l’utenza italiana a quella straniera, e viene fornita un’analisi descrittiva dei Servizi sociali presenti sul territorio e della loro utenza, per conoscerne e capirne le caratteristiche, per comprendere quali ragioni portino le persone a rivolgersi ai Servizi, per capire l’iter (modalità di accesso, domanda iniziale, motivazione della presa in carico e tipo di intervento effettuato) e infine per delucidare la correlazione tra la domanda iniziale e gli interventi effettuati.

    Il primo capitolo affronta la situazione degli utenti dell’Area minori (sia con sia senza provvedimento del Tribunale per i minorenni) che accedono ai Servizi sociali (o a loro sono segnalati) nella città di Bergamo, come esempio di un Comune di medie dimensioni del Nord Italia.

    Il secondo capitolo si focalizza sull’accesso al Servizio migrazioni, servizio che accoglie soltanto un’utenza straniera non residente, ma domiciliata, e che non ha quindi legami col Servizio sociale territoriale. Parte di questo capitolo è dedicato ai minori stranieri non accompagnati, cioè minori stranieri che si trovano in Italia senza la presenza (o anche solo la rappresentanza) dei genitori o di altri adulti che possano legalmente rappresentarli: Edelstein dedica loro una breve sezione particolare per trattare le specificità di questa classe di utenti.

    La seconda parte del libro si addentra nei vissuti emotivi e nella percezione dell’utenza da parte delle assistenti sociali, attraverso l’analisi qualitativa delle interviste semistrutturate e dei focus group a cui le operatrici hanno partecipato. Nel terzo capitolo sono presentati i report di questa fase della ricerca, e i dati sono esposti differenziando le operatrici dei Servizi territoriali dalle colleghe del Servizio migrazioni. L’attenzione agli operatori e ai loro vissuti sono il segno di come il lavoro sia stato condotto con una metodologia circolare e riflessiva in un’ottica di co-costruzione responsabile, elementi caratteristici del modus operandi del modello sistemico-pluralista.

    Il libro si conclude con un capitolo attraverso cui i dati presentati nelle pagine precedenti si animano e prendono vita: le ipotesi e le riflessioni finali di Edelstein interconnettono, in una danza sistemica, i dati relativi ai servizi e agli utenti con le altre realtà territoriali quali, per esempio, le istituzioni scolastiche, il sistema sanitario nazionale, il terzo settore e le amministrazioni comunali. Le attribuzioni di significato relative ai dati sono incorniciate in livelli di contesto più complessi che travalicano i confini della territorialità bergamasca e coinvolgono nella danza l’intero panorama sociale, culturale ed economico in cui si costruisce la realtà italiana nella seconda metà del 2000.

    La ricerca e il lavoro condotti da Cecilia Edelstein costituiscono una risorsa su almeno tre differenti livelli che rendono il testo “un libro per tutti”.

    • A livello empirico, consegna un’opera che rende la ricerca ripetibile anche in altri contesti territoriali, sia per quanto riguarda la parte qualitativa (in appendice sono forniti alcuni modelli per i questionari utilizzati), sia per quanto concerne la parte quantitativa, data la ricchezza di dati contenuti nei primi due capitoli nei quali il lettore non rischia di perdersi grazie ai paragrafi di sintesi presentati all’inizio di ogni capitolo.
    • A livello operativo, alcuni dati forniti propongono a mio avviso interessanti spunti in ottica di riduzione dei costi per le amministrazioni comunali, un dato non indifferente soprattutto in questo periodo di crisi nel quale i finanziamenti per i Servizi sociali sono sempre più ridimensionati. La ricerca evidenzia, infatti, come gli utenti stranieri si rivolgano volentieri (in termini di dati di accesso) ai Servizi sociali, mentre respingono i Servizi sanitari specialistici (ad esempio, la neuropsichiatria infantile) accettando però la presa in carico di un Servizio psicologico specializzato nei percorsi migratori. A tale servizio gli utenti possono accedere gratuitamente perché è il Comune a farsi carico dei costi. L’analisi si completa considerando un altro dato, emerso nella parte qualitativa della ricerca, che informa su una mancanza di formazione in ambito interculturale da parte delle assistenti sociali. Se gli amministratori locali investissero sulla formazione delle assistenti sociali e lavorassero in un’ottica di prevenzione del disagio e di promozione del benessere, si ridurrebbero le spese (in termini di costi economici, operatori e servizi, sia pubblici che privati, coinvolti) che occorrono per agire nell’emergenza.
    • A livello metodologico, la conclusione del lavoro lascia in eredità preziose indicazioni ed una maturata attitudine al confronto interdisciplinare, elementi che rappresentano le basi su cui sviluppare progetti psicosociali ed educativi nel territorio in un’ottica (anche questa tipicamente sistemico pluralista) di un miglioramento della qualità della vita della città e dei suoi abitanti a partire dai sistemi familiari, considerati il nucleo fondante della società.
  • CICLO DI SERATE CIPRA 2020 - IO SO COSA É BENE PER LEI

     Ciclo di serate CIPRA 2020 - Io so cosa è bene per lei

    Tra i fatti di cronaca italiana dell’estate 2019, alcuni hanno sottolineato la necessità di condividere esperienze e riflessioni che possano funzionare come un template per la costruzione della relazione di aiuto.

    Tra questi, senza dubbio vi sono l’inchiesta di Bibbiano, una lente di ingrandimento sul datato pregiudizio equiparante gli assistenti sociali a “ladri di bambini”, e la tragica morte di una giovane donna, “contenuta” nel reparto di psichiatria dell’Ospedale di Bergamo, a causa di un incendio dal quale non ha potuto allontanarsi in quanto legata a letto. Vicende diverse, ma collegate da un fil rouge: l’abuso di potere. Sarà proprio questo il tema che verrà affrontato attraverso quattro diversi incontri organizzati dal CIPRA.

    La prima serata, moderata da Anna Barracco, parlerà di come sia possibile passare da un abuso di potere a un rapporto terapeutico fondato sui diritti dell'utente e cittadino, che apra alla possibilità di un progressivo alleggerimento della terapia farmacologica
    La seconda serata, moderata da Cécile Edelstein, verterà su minori e famiglie, con la partecipazione di un’assistente sociale referente per l’affido, di uno psicoterapeuta di Tutela minori e Giudice onorario e di famiglie che hanno vissuto esperienze diverse.
    Il terzo incontro, moderato da Martine Bucci, ci farà toccare il tema della disabilità, attraverso testimonianze dirette, di caregiver e operatori. La stratificazione delle routine e la spersonalizzazione insita negli automatismi della cura fondano un particolare tipo di abuso di potere nelle comunità per disabili, che sfocia nella normalità di un tempo immobile, che si oppone al diritto ad evolvere.
    Questo scenario accomuna il terzo incontro alla Quarta e ultima serata, moderata da Mauro Cecchetto, sarà dedicata al rapporto con gli anziani e alla realtà organizzativa delle RSA nelle quali, spesso, gli ospiti risentono delle difficoltà di integrazione interprofessionale delle équipe. Verranno esposte idee su come sia possibile, per utenti e operatori, vivere diversamente questi contesti.
    Il CIPRA, movimento per i diritti umani nella relazione d’aiuto, nonché a favore dell’inclusione delle diverse professioni in campo, continua con le sue attività verso un cambiamento possibile.


    Date:

    • Venerdì 25 settembre
    • Venerdì 9 ottobre
    • Venerdì 23 ottobre
    • Venerdì 6 novembre

    Ore 21:00

    Gli incontri erano programmati presso la Libreria Zivago. Vista l'impossibilità, abbiamo optato per la modalità online con l'ausilio della piattaforma Zoom. Gli incontri, gratuiti, richiedono l’iscrizione. Riceverete il link la sera prima di ogni evento.
    Per iscrizioni rivolgersi a CIPRA – Coordinamento Italiano Professionisti della Relazione d’Aiuto: e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

  • CICLO SEMINARI 2019-2020

    CICLO SEMINARI 2019-2020 Malanimo, delusioni e rancori - Possibili ricomposizioni

    Malanimo, delusioni e rancori - Possibili ricomposizioni

    Come ormai tradizione, anche per l’anno 2019-2020 Shinui propone un ciclo di seminari attorno a tematiche connesse fra di loro. Questa volta approfondiremo in successione: il perdono nelle sue diverse sfaccettature, la riconciliazione nel contesto sociale e nella mediazione penale e, infine, il processo di rappacificazione con noi stessi come azione necessaria per una crescita evolutiva attraverso le inevitabili sfide della vita.  

    Le giornate seminariali si svolgeranno, come di consueto, articolando aspetti teorici e aspetti esperienziali. Verranno altresì esposti i risvolti pratici nei percorsi della relazione d’aiuto.

    I seminari si terranno a Bergamo, dalle 10 alle 18, al Centro La Porta, in Viale Papa Giovanni XXIII, 30

    La quota di partecipazione alla singola giornata è di € 80,00; per la partecipazione al ciclo completo € 220,00

    Sono previste le seguenti agevolazioni:

    • Per soci AssoCounseling, AIMS, SIRTS, CIPRA, ex allievi, tesserati Lab 80 e tesserati ARCI, la quota è di € 60,00 per il singolo seminario; € 160,00 per l’intero ciclo.
    • Per studenti universitari, la quota è di € 40,00 per il singolo seminario; € 100,00 per l'intero ciclo.
    • I prezzi sono al netto di IVA 22%. Per i soci Shinui la partecipazione è gratuita.

    Per ogni seminario vengono riconosciuti:

    • 8 crediti formativi AssoCounseling, per un totale di 24 per l'intero ciclo;  logo 
    • 6 crediti formativi AIMS, per un totale di 18 per l'intero ciclo.aims.jpg
    • 3 crediti formativi rilasciati dall’Ordine degli Avvocati di Bergamo

    Per le iscrizioni rivolgersi a SHINUI – Centro di Consulenza sulla Relazione, tel. 035 241039 (dalle 10.00 alle 14.00), e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., oppure online nella pagina eventi del sito www.shinui.it.

  • CONGRESSO INTERNAZIONALE - Creatività ed efficacia nella clinica e nella ricerca sistemica

    CONGRESSO INTERNAZIONALE  - Creatività ed efficacia nella clinica e nella ricerca sistemica

    CONGRESSO INTERNAZIONALE SIRTS 2019

    Società Italiana di Ricerca e Terapia Sistemica

     

    CREATIVITÀ ED EFFICACIA NELLA CLINICA E NELLA RICERCA SISTEMICA

    "Il rigore da solo è la morte per paralisi, ma l'immaginazione da sola è pura follia"
    [G. Bateson, 1972]

    22 - 23 novembre 2019 
    Centro Congressi FAST, Piazzale Morandi, 2 - Milano

     

    Creatività ed efficacia sembrano collocarsi ai poli opposti in quanto la creatività rappresenta la libertà d'espressione, l'inventiva, la spontaneità, l'intuizione, l'arte, la novità, mentre l'efficacia rappresenta il risultato, la misura, l'effetto. Questi due elementi possono convivere nella clinica e nella ricerca sistemica? In collaborazione con colleghi di HESTAFTA e col patrocinio di EFTA CIM, la SIRTS (Società Italiana di Ricerca e Terapia Sistemicawww. sirts.org), intende assumere il compito e la sfida di mettere in dialogo la descrizione rigorosa di processi terapeutici che ne permetta una comparabilità e replicabilità con la possibilità di valorizzare l'unicità e la creatività dell'intervento. In un momento storico in cui risuona sempre più forte il bisogno di proposte “basate sull'evidenza” la SIRTS promuove un confronto con esperti del lavoro di cura che fanno riferimento anche a differenti premesse teoriche, per capire come poter rimanere ancorati alla soggettività e complessità dell'approccio sistemico difficilmente misurabili secondo i criteri della “medicina basata sull'evidenza”. Il Congresso accoglierà contributi che, in contesti istituzionali dissimili e setting diversi, si propongono di “tenere insieme” sviluppi creativi e metodologie rigorose.

    Sono stati richiesti:
    -crediti FCOS per gli assistenti sociali
    -crediti ECM per le figure di psicologo, psicoterapeuta, medico generale, geriatra, neurologo, neuropsichiatra, infermiere, educatore professionale

    Per maggiori informazioni:
    Dott. Iva Ursini, coordinatrice scientifica e organizzativa
    Email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
    Tel: +39 3382575505
    Sito dell'evento

  • Corso di mediazione familiare interculturale

    Corso di Mediazione Interculturale

    Il corso di Mediazione Familiare Interculturale si configura come terza annualità facoltativa per i diplomati in mediazione familiare sistemica riconosciuta dall'A.I.M.S. e per i soci A.I.M.S. (Associazione Internazionale Mediatori Sistemici) come specializzazione.  Il corso partirà con le prime due date di sabato 9 e domenica 10 novembre e il primo modulo verrà interamente gestito da Cécilia Edelstein, ideatrice del modello sistemico pluralista.

    Il corso, che affronta il tema dell'intercultura e le migrazioni, permette la riflessione e il dibattito sui temi riguardanti gli aspetti sociali, relazionali, psicologici e identitari legati allo scambio interculturale e ai processi migratori, con attenzione alle nuove realtà familiari e di coppia, al lavoro di rete sul territorio e a quello di mediazione tra i servizi.

    Prevede, in particolare, di trasmettere strumenti e tecniche di lavoro in ambito interculturale e di approfondire l'approccio sistemico pluralista, sia dal punto di vista metodologico sia da quello epistemologico. Inoltre, particolare attenzione viene dedicata ad un lavoro sul sé del mediatore: propri pregiudizi, attitudini alla diversità, conoscenza della propria cultura - anche se quella dominante - ed esperienze migratorie.

    Corso riconosciuto da A.I.M.S.

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    Verrà rilasciato il diploma di Specializzazione in Mediazione Interculturale per i diplomati in Mediazione Familiare, mentre  gli altri professionisti riceveranno un attestato di partecipazione.

  • Corso in counseling interculturale

    Corso di Counseling Interculturale 

    Il corso di counseling interculturale, della durata di un anno, si svolge un weekend al mese (sabato e domenica) e si configura come un approfondimento in ambito interculturale per quanto riguarda il tema della relazione d’aiuto con la popolazione migrante.

    Il corso, che affronta il tema dell'intercultura, è indirizzato a counselor diplomati ed è riconosciuto da AssoCounseling come specializzazione; inoltre, possono accedere professionisti che operano con la popolazione migrante e sono interessati ad approfondire questo campo in ambito teorico e pratico, svolgendo un lavoro anche sul sé (pregiudizi, conoscenza della propria cultura, etc.).

    Questo percorso introduce l'approccio sistemico pluralista in ambito interculturale, a partire dalle ricerche e dalle esperienze di lavoro svolte da 30 anni da Cecilia Edelstein e dai suoi collaboratori: clinica, progetti sul territorio, collaborazioni col settore pubblico e con il privato sociale, ricerche qualitative e ricerche-azione hanno consentito lo sviluppo di tecniche specifiche e varie metodologie.

    Per approfondimenti rispetto ai temi affrontati negli anni precedenti vi rimandiamo alla rete nazionale intercultura.

    Specializzazione in Counseling Interculturale

    Corso riconosciuto da AssoCounseling

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  • GIORNATA DI STUDIO 18 OTTOBRE- Discipline: confini e libertà

    GIORNATA DI STUDIO 18 OTTOBRE- Discipline: confini e libertà

    GIORNATA DI STUDIO

    Discipline: confini e libertà

    Interdisciplinarietà e reti professionali nella relazione d’aiuto

    Promosso dall'AUSL di Parma insieme al CIPRA – Coordinamento Italiano Professionisti della Relazione d’Aiuto

    18 ottobre 2019, ore 9.00 - 17.30

    Sala Assistenza Pubblica, Viale Gorizia 2/a, Parma

    Accreditamento ECM per Medici, Psicologi, Infermieri, Educatori, Tecnici riabilitazione psichiatrica, Assistenti Sociali, OSS.

     loghi per giornata 18.10.19 cipra

    Welfare e salute mentale non possono che configurarsi come un’operazione collettiva. La Dichiarazione mondiale sulla salute richiama al carattere multidisciplinare di un intervento di promozione della salute e ha come obiettivo il coinvolgimento dei professionisti dei diversi settori, evidenziando la responsabilità di tutti i soggetti interessati. Se aggiungiamo alla multisettorialità l’aspetto multi e interdisciplinare, la realizzazione di questo intreccio, pur importantissima, diventa un’arte.

    Dopo la promulgazione delle ultime leggi al riguardo (la Legge Lorenzin e la Legge Iori), pur avendo un quadro più chiaro, sembrerebbe ancor più importante poter costruire dei ponti fra i settori sanitario, sociale ed educativo nell’ambito della salute mentale e della relazione d’aiuto. La giornata seminariale si propone di tenere aperto il dibattito attorno al tema dell'interdisciplinarietà come sfida possibile, con l’obiettivo di diffondere una cultura inclusiva, di potenziare le équipe multidisciplinari già esistenti nei servizi socio-sanitari e di facilitare le reti professionali fra i settori sanitario, educativo e socio assistenziale.

     

    La giornata di studio si svolgerà secondo il seguente programma:

    09.00:Registrazione dei partecipanti

    09.30:Apertura della Giornata – Saluti delle istituzioni

     

    10.00: Prima sessione - Interdisciplinarietà: approcci, strumenti e innovazioni

    Conduce: Marina FORAMITTI (CIPRA)

    Cécile EDELSTEIN (Presidente CIPRA) - “Dalla multidisciplinarietà all’interdisciplinarietà”

    Sergio MANGHI (già Professore Ordinario Università di Parma) - “I saperi relazionali nelle democrazie di welfare

    11.15: Pausa

     

    11.30: Tavola rotonda - Interdisciplinarietà, legami fra Servizi e reti professionali: risorse e criticità

    Conduce: Paolo MIGONE (CIPRA).

    Dialogano:
    Pietro PELLEGRINI (Direttore DAISM-DP di Parma)
    Anahi ALZAPIEDI (Coordinamento delle prestazioni socio-sanitarie AUSL Parma)
    Luigi SQUERI (Direttore Responsabile Servizi Sociali di Parma)
    Rappresentante di Associazioni familiari.

    12.30: Dibattito col pubblico

    13.00:Pausa pranzo

     

    14.00: Seconda sessione - Esperienze di interdisciplinarietà

    Conduce: Anna BARACCO (CIPRA)

    Fausto MAZZI (DSM di Modena) - “L’esperienza dell’Open Dialoguea Modena”

    Patrizia CERONI (DSM di Parma) - “L’esperienza del Budget di Salute a Parma”

    Antonio RESTORI (DSM di Parma) - “Presentazione di un caso clinico”

    Emanuela LEUCI (DSM di Parma) - “Presentazione di un caso clinico”

    Ogni relazione, di 20 minuti, lascerà lo spazio per domande e commenti dal pubblico.

     

    16.00: Discussione di casi portati tra gli operatori in tavola rotonda

    17.00:Dibattito col pubblico

    17.30:Chiusura dei lavori

    Possono partecipare fino a 150 operatori. 50 posti sono riservati agli operatori dell’AUSL di Parma.

     

    Modalità d’iscrizione:

    La partecipazione è gratuita fino a esaurimento posti.

    L’iscrizione, obbligatoria, deve essere inviata a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. segnalando Nome e Cognome, professione, ente di appartenenza.

    Riceverete una mail di conferma da consegnare al momento della registrazione in loco.

  • La narrazione con l’utilizzo delle immagini - posti terminati

    location: centro Shinui, via Divisione Tridentina n.5
    ora inizio: 16:45
    ora fine: 20:00
    crediti AssoCounseling: 13
    crediti AIMS: 12
    costo: 350€ + IVA

    La narrazione con l’utilizzo delle immagini - posti terminati

    Le immagini evocano vissuti, pensieri e ricordi, i vissuti e le emozioni trovano espressione attraverso le immagini

    Questo workshop intende trattare la tecnica dell’utilizzo delle immagini attraverso un lavoro esperienziale, approfondendo le modalità di utilizzo nella relazione d’aiuto, distinguendo fra terapia, mediazione e counseling. 
    Le tematiche trattate saranno:

    • la coppia;
    • il ciclo di vita;
    • la relazione genitori-figli;
    • il gender.

    CALENDARIO:

    • 3 maggio e 10 maggio Luigi Ubbiali
    • 17 maggio e 24 maggio Anna Consiglio

    CONDUCONO: Anna Consiglio e Luigi Ubbiali, due membri "storici" dello staff Shinui

    Verranno assegnati crediti formativi e rilasciato un attestato di partecipazione.

    I POSTI PER QUESTO WORKSHOP SONO PURTROPPO TERMINATI

  • M@GM@ - Rivista Internazionale di Scienze Umane e Sociali VOL. 17 N. 2 2019

    M@GM@ - Rivista Internazionale di Scienze Umane e Sociali VOL. 17 N. 2 2019

    E' stato pubblicato ed è visibile a tutti il numero monografico di m@gm@ - Rivista Internazionale di Scienze Umane e Sociali, che riporta la sessione mattutina del secondo giorno del convegno promosso dal CIPRA e tenutosi all’Università di Milano-Bicocca a novembre 2018, in occasione del quarantennale della Legge Basaglia.
    Il numero è intitolato come la tavola rotonda da me organizzata e moderata, composta da esponenti esteri (Francia, Germania, Grecia, Israele, Lituania, Stati Uniti): Sguardi reciproci sulla Legge 180: istituzionalizzazione/ deistituzionalizzazione in Europa e nel mondo.
    Alla sessione ha partecipato anche l’ex presidente della World Psychiatric Association, che si occupa di psichiatria sociale e di giustizia sociale, riportando una ricerca su 138 Paesi.
    Dalla tavola rotonda e dal Convegno in generale emerge una panoramica mondiale critica, talvolta allarmante, per quanto riguarda lo stigma nella maggior parte dei Paesi del mondo, in cui le politiche sociali creano un sistema di salute mentale che non può esimersi dall’utilizzo del potere e dalla conseguente discriminazione sociale; strutture territoriali non connesse in modo armonico e ospedali psichiatrici o dipartimenti di diagnosi e cura finiscono per rinchiudere le persone, utilizzando ancora la contenzione meccanica e neurolettici anziché relazioni terapeutiche.
    La pubblicazione si propone come un richiamo a unire le forze a livello internazionale, costruendo una rete e sinergie e prendendo le buone pratiche e le poche e isolate idee illuminanti comunque esistenti nei vari Paesi.

    VOL. 17 N. 2 della rivista m@gm@ dal titolo: Istituzionalizzazione / deistituzionalizzazione: sguardi reciproci sulla legge 180 in Europa e nel mondo