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collana di shinui

  • a cura di cecilia edelstein - le diverse professioni nella relazione di aiuto. un movimento emergente.

    EDELSTEIN C., 2018. ARACNE.

    In un taglio longitudinale sul panorama italiano, che considera lo sviluppo delle professioni della relazione d’aiuto dalla cosiddetta Legge Basaglia ad oggi, appare evidente che in luogo dell’auspicato “operatore unico” si sia affermata una tendenza alla proliferazione delle figure professionali in questo campo. L’ampio ventaglio di proposte crea distanze e sovrapposizioni, talora opposizioni, che si esprimono in un faticoso reciproco conoscersi e riconoscersi. Cosa accomuna e cosa differenzia le diverse professioni nella relazione d’aiuto oggi e come possono collaborare e trasformare il lavoro sul campo in vere imprese interdisciplinari, oltre la multidisciplinarità? È possibile costruire un ponte tra ambito sanitario, socio–assistenziale ed educativo considerando l’eterogeneità e la varietà un valore legato alla complessità? A queste e altre domande il CIPRA — Coordinamento Italiano Professionisti della Relazione d’Aiuto, di cui gli autori fanno parte, prova a rispondere in questo libro sia a livello storico e giuridico, sia a livello teorico e scientifico, senza tralasciare la pratica. Il volume pone anche interrogativi, traccia una base per avviare dialoghi e dibattiti coordinati e intende porre le fondamenta di una cultura differente della relazione d’aiuto in una cornice umanistica ed espandere la sensibilità collettiva dell’intera comunità di professionisti e cittadini. Dopo un excursus storico e giuridico che va dalla cura del disagio psichico al benessere, dalla nascita della professione di psicologo alle ultime leggi promulgate in materia, si analizzano aspetti sia culturali che politici in un tentativo corale, a volte discordante, altre armonioso, di trattare il tema della complessa realtà odierna. Chiude il libro una parte di testimonianze sul campo da parte di professionisti che raccontano come vivono e vedono la propria professione, offrendo al lettore la possibilità di distinguere e paragonare e al cittadino, potenziale cliente, di fare scelte consapevoli.

    A cura di Cecilia Edelstein
    Luca BarlasciniAnna BarraccoRiccardo BettigaAlessandra CaporaleTullio Carere-ComesRolando CiofiMarina ForamittiPier Luigi LattuadaTiziana MantovaniPaolo MigoneDaria MorosiniLaura SimeoniMassimo SoldatiRiccardo Zerbetto
    Prefazione di Luciana La Stella

    Indice:

     

    Prefazione

    Introduzione
    Cecilia Edelstein - La colonna vertebrale
     

    Parte I
    Panorama storico giuridico


    Cecilia Edelstein - Il CIPRA - Coordinamento Italiano Professionisti della Relazione d'Aiuto. Un movimento emergente


    Rolando Ciofi - La psicologia e le professioni della relazione d'aiuto. Uno sguardo sull'ultimo trentennio italiano

    Anna Barracco - Dalla 56/1989 alla 4/2013. Uno sguardo sul quadro normativo italiano

    Riccardo Bettiga - Gli psicologi e l'evoluzione del concetto di Salute: la Legge 3/2018


    Parte II
    Pluriverso umanistico 


    Tullio Carere-Comes - La cura umanistica dell'animaPaolo Migone - Il dibattito dei fattori curativi nelle relazioni di aiuto

    Riccardo Zerbetto - Cosa accomuna e cosa differenzia le professioni nella relazione di aiuto? L'esempio della psicoterapia

    Pier Luigi Lattuada - Educare verso un rinascimento umanistico

    Massimo Soldati - Il Corpo in Croce. La mediazione somatica nella relazione d'aiuto
     

    Parte III
    Testimonianze

     

    Luca Barlascini - I diversi linguaggi nella relazione di aiuto: l'esempio dello psicologo

    Marina Foramitti - L'Orologio: la semantica del tempo ospedaliero

    Daria Morosini - Il nostro sentiero: in cammino con l'educatore professionale

    Alessandra Caporale - Un "noi" per il counseling

    Tiziana Mantovani - Nel ritmo del conflitto: la mediazione familiare

    Anna Barracco - Con le galoches, Basaglia e Don Milani, a spasso per la Via Lattea: cooperazione educativa, pedagogia del Cielo e politica dell'esperienza

  • Il bambino come risorsa in terapia familiare

    Dicembre, 2016 - volume n.4 (47 pagine)

    Il quarto quaderno della collana Dialoghi e conversazioni con Shinui continua la tradizione di documentare le giornate seminariali di alcuni professionisti, pionieri della terapia familiare e del pensiero sistemico, in maniera fedele e mantenendo lo stile personale dell’eloquio.

    In questo quaderno riportiamo la testimonianza di Maurizio Andolfi, esponente della seconda generazione di terapeuti familiari, figlio della “Sponda Est”, il cui orientamento intreccia una visione sociale con una nuova disciplina - la psicologia relazionale. Andolfi distingue fra “psicologia” come disciplina e la professione dello “psicologo”; parla di una psicologia relazionale che è, soprattutto, un lavoro sociale collocato all’interno di un ampio ventaglio di pratiche nel mondo della relazione di aiuto e, con una posizione critica alla situazione politico-professionale italiana odierna, utilizza il termine “terapia” non come sinonimo di psicoterapia, bensì come intervento professionale che aiuta le persone (singoli, famiglie, gruppi) a stare meglio, indipendentemente dalla professione specifica. 

    Questo quarto volume fa parte di un ciclo di tre seminari sul lavoro con i bambini in psicoterapia, counseling e mediazione familiare. 

    Iniziando con una narrazione autobiografica, Andolfi ci dona la testimonianza di un vero pioniere che, con la sua passione e originalità, ha prima restituito un posto e una dignità ai padri, a lungo rimasti periferici, poi ha svelato una realtà italiana fondamentale per chi opera con le famiglie: la presenza e l’importanza dei nonni, inserendoci in una visione trigenerazionale; il tutto esposto con e attorno ai bambini, senza metterli di lato, restituendo loro la voce, ascoltandoli, giocando con loro e mostrandoci come la visione del problema di un bambino non può mai scollegarsi da una lettura relazionale.

    In questo volume, Andolfi ci offre preziose dritte, trasversali alla pratica familiare in presenza dei figli (indipendentemente dalla professione), che ho chiamato decalogo, poiché si possono riassumere in dieci punti. Da questi punti si intravede la profonda fiducia nei bambini, la capacità di far emergere la risorsa che c’è dietro a ogni problema e l’amore per questi piccoli esserini con cui Andolfi interagisce con scioltezza, con sicurezza, con determinazione e lucidità, in una posizione al contempo dolce, tenera e sorprendentemente paritaria.

    Cecilia Edelstein

  • La mente nomade. Costruzione del Sé e metodo narrativo-relazionale nel processo di riconciliazione. Seminario Sabato 14 dicembre 2019

    La mente nomade. Costruzione del Sé e metodo narrativo-relazionale nel processo di riconciliazione.

    Malanimo, delusioni e rancori - Possibili ricomposizioni. 

    La mente nomade. Costruzione del Sé e metodo narrativo-relazionale nel processo di riconciliazione.

    SECONDO SEMINARIO - Sabato 14 dicembre 2019

    Il seminario si terrà a Bergamo, dalle 10 alle 18, al Centro La Porta, in Viale Papa Giovanni XXIII, 30.

    Condotto da Silvio Ciappi

    Come ormai tradizione, anche per l’anno 2019-2020 Shinui propone un ciclo di seminari attorno a tematiche connesse fra di loro. Questa volta approfondiremo in successione: il perdono nelle sue diverse sfaccettature, la riconciliazione nel contesto sociale e nella mediazione penale e, infine, il processo di rappacificazione con noi stessi come azione necessaria per una crescita evolutiva attraverso le inevitabili sfide della vita.  Le giornate seminariali si svolgeranno, come di consueto, articolando aspetti teorici e aspetti esperienziali. Verranno altresì esposti i risvolti pratici nei percorsi della relazione d’aiuto.

    Di cosa tratterà questo secondo seminario:

    C'è qualcosa di me che non è me. Quante volte qualcosa di noi ci sfugge e sembra ritirarsi in quella parte di noi oltre al controllo della razionalità, che si annida nella creatività di un bambino, nei sogni, in un universo parallelo dove le cose possono assumere forme e significati diversi. Dove anche giace la follia e la sofferenza. Ma più facciamo i conti con questa nostra parte “straniera”, “nomade” tanto più riusciamo a conciliare le nostre dimensioni più antiche, più vulnerabili, foriere anche di un possibile cambiamento, con noi e con gli altri.
    La riscoperta delle nostre parti vulnerabili ci può agevolare l'incontro con l'Altro, permettere un'autentica via alla riparazione e alla riconciliazione interpersonale del vulnus arrecato e subito.

    La quota di partecipazione alla singola giornataè di € 80,00; per la partecipazione al ciclo completo € 220,00.
    Per soci AssoCounseling, AIMS, SIRTS, CIPRA, ex allievi, tesserati Lab 80 e tesserati ARCI, la quota è di € 60,00 per il singolo seminario; € 160,00 per l’intero ciclo.
    Per studenti universitari, la quota è di € 40,00 per il singolo seminario; € 100,00 per l'intero ciclo.
    I prezzi sono al netto di IVA 22%. Per i soci Shinui la partecipazione è gratuita.

    Con il patrocinio della SIRTS - Società Italiana di Ricerca e Terapia Sistemica        sirts logo patrocinio

    Per questo seminario vengono inoltre riconosciuti:

    • 8 crediti formativi AssoCounseling  logo 
    • 6 crediti formativi AIMSaims.jpg
    • 3 crediti formativi rilasciati dall’Ordine degli Avvocati di Bergamo

    Per le iscrizioni rivolgersi a SHINUI – Centro di Consulenza sulla Relazione, tel. 035 241039 (dalle 10.00 alle 14.00), e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., oppure online nella pagina eventi del sito www.shinui.it.

     

    Silvio Ciappi: Psicoterapeuta, è docente di psicologia sociale e criminologia clinica, si occupa di clinica del trauma, di valutazioni forensi, di giustizia riparativa e di mediazione penale e svolge attività di supervisione clinica in alcuni centri di aiuto e sostegno psichiatrico, anche a livello internazionale. È autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche. Tra i suoi ultimi libri L'uomo che non voleva morire (Gabrielli, 2017) e La mente nomade (Mimesis, 2019).

  • luigi boscolo: il pensiero sistemico – oltre la psicoterapia

    Maggio 2006 - volume n. 3

    Il modello Sistemico Pluralista che stiamo da anni sviluppando presso il Centro di Consulenza sulla Relazione – Shinui è caratterizzato dall’inclusione dei diversi pensieri e approcci sistemici anziché dalla scelta privilegiata di uno di loro.

    Alla base di questo modello sta l’intreccio fra l’approccio Strutturale di Minuchin e quello Sistemico Milanese e socio-costruzionista di Boscolo e Cecchin, due approcci vissuti il più delle volte come antagonisti, due approcci che però, a nostro avviso, se intrecciati, arricchiscono enormemente gli interventi nella relazione d’aiuto.

    E’ in questo contesto che, dopo aver ospitato nel centro e nella scuola di counseling di Shinui il professor Minuchin, pioniere della Terapia Familiare, invitammo per un’intera giornata il professor Luigi Boscolo, padre del “Milan Approach”, artefice di una rivoluzione nel pensiero sistemico e di una svolta che permise, tra le altre cose, di lavorare in contesti individuali e di gruppo, ma anche in ambiti non psicoterapeutici di tipo educativo, organizzativo, sanitario e sociale.

    Questo terzo volume della collana “Dialoghi e conversazioni con Shinui” è, come ormai già consuetudine, la trascrizione fedele della giornata seminariale con Boscolo.

    Il quaderno comprende due parti: una più teorica, l’altra pratica.

    La prima parte narra la storia della nascita e dello sviluppo della terapia familiare nel settentrione italiano, risalente all’approccio strategico batesoniano. Il racconto, ricco di esperienze personali, illustra idee e concetti in un contesto culturale più ampio e riporta l’evoluzione dell’approccio milanese fino all’era post moderna e all’approccio narrativo.

    La seconda parte del volume contiene due supervisioni che Boscolo svolse ad allievi della nostra scuola di counseling. Il primo caso, illustrato da uno psicomotricista che lavora in un servizio di Neuropsichiatria Infantile, riguarda il faticoso lavoro svolto con un bambino di sette anni. Intorno a questo caso ci addentriamo in un servizio dove operano numerose figure con profili e orientamenti diversi e, con l’aiuto di Boscolo, si arricchisce la visione e si entra in un’ottica sistemica relazionale attraverso una lettura circolare dei sintomi. Il caso analizzato è solo un pretesto per entrare nella visione di famiglia di questo maestro e nella sua concezione dell’ampio tema della relazione d’aiuto e del rapporto fra operatore e clienti.

    Il secondo caso, descritto da un’infermiera professionale, ci porta dentro le strutture psichiatriche territoriali, dove la figura dell’infermiere è basilare e la necessità di acquisire competenze e abilità di counseling molto sentita. Relazioni familiari, psicodiagnosi in termini relazionali, la formulazione delle ipotesi, il lavoro con donne che hanno subito abusi, counseling e altre figure professionali, sono i temi affrontati in questa seconda supervisione.

    Le supervisioni, accompagnate da dibattiti, ci aiutano a capire come l’approccio sistemico sia diventato un pensiero che ci può accompagnare nel contatto con servizi, nel lavoro in équipe interdisciplinare e come possa essere applicato anche in contesti non terapeutici. Questi casi portano Boscolo a raccontarci altre storie, esempi di interventi svolti da lui in passato, e ci offrono una ricca illustrazione delle basi del pensiero sistemico con un’accurata cornice epistemologica. Per l’ennesima volta, Boscolo si rivela un narratore affascinante; la trascrizione ha tentato di lasciare questa impronta anche nello scritto.

    Infine, il tema della figura professionale innovativa del counselor sistemico viene affrontato con particolare attenzione alla distinzione fra psicoterapia e counseling e alle possibilità di intervento di quest’ultimo. Essendo un dibattito acceso nella realtà italiana in cui questa nuova professione si sta rapidamente introducendo all’interno di una professione legalizzata da poco più di un decennio, questa tematica ci pare particolarmente interessante.

    Alla fine del volume viene consegnata una bibliografia che riporta sia i testi su cui Boscolo fece riferimento durante la giornata, sia i libri base che riguardano l’approccio sistemico relazionale e le sue origini.

    Questo piccolo libro della collana di Shinui è utile per tutte le professioni d’aiuto, tra cui psicoterapeuti e counselor; diventa necessario per le persone che stanno svolgendo un corso di formazione e sentono il bisogno di avere una panoramica sull’approccio sistemico milanese, sociocostruzionista, post-moderno e narrativo. Infine, insieme al primo volume di Minuchin, delinea le basi dell’approccio sistemico pluralista di Shinui.

    Cecilia Edelstein

  • Presentazione del libro 28 Marzo - Milano

    data: 2019-03-28
    location: Libreria Popolare. Via A. Tadino 18 - 20124 MILANO.
    ora inizio: 21:00

    Presentazione del libro:

    “Le diverse professioni nella relazione di aiuto. Un movimento emergente”.

    La casa editrice Aracne ha pubblicato nel mese di novembre 2018 il libro del CIPRA – Coordinamento Italiano Professionisti della Relazione d’Aiuto, curato da Cecilia Edelstein: Le diverse professioni nella relazione di aiuto. Un movimento emergente.
     
    Giovedì 28 marzo alle ore 21.00 si terrà la presentazione del libro con la presenza di alcuni autori, presso la Libreria Popolare, situata in via A. Tadino 18 - 20124 MILANO.

     

    Per questioni organizzative ti preghiamo di segnalare la tua presenta inviando una email a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    Per restare aggiornati consulta il sito: www.cipraweb.it

  • RIFLESSIONI SISTEMICHE - VOL. 21

    Riflessioni sistemiche - Volume 21

    RIFLESSIONI SISTEMICHE 

    N° 21 - DICEMBRE 2019

    Lo sguardo sistemico in psicoterapia. Radici ed evoluzioni.

    Carissimi tutti,

    E' appena stata pubblicata la monografia n°21 della rivista telematica open access Riflessioni Sistemiche. Questo volume nasce con l'intenzione di fare il punto sull'approccio sistemico, sia sul piano storico-epistemologico e sia per quello che riguarda le sue possibili evoluzioni e i suoi possibili radicamenti nella rete dei servizi sanitari.

    La rivista Riflessioni Sistemiche intende porsi quale spazio editoriale on-line aperto ai contributi di studiosi appartenenti all'area del pensiero sistemico. L'impostazione della rivista vuole essere esplicitamente inter-trans-disciplinare, ed espressione di una visione di tipo "reticolare" nonché attenta nell' individuare e descrivere i processi di co-generazione e di ricorsività fra teoria e prassi. Inoltre, facendo propri quelli che sono gli obiettivi dell'AIEMS - Associazione Italiana di Epistemologia e Metodologia Sistemiche, la rivista è concepita come uno spazio dedicato all'epistemologia e allo studio dei sistemi complessi, con un particolare riguardo ad elaborazioni teoriche, modelli, e ricerche sul campo, concernenti i due ambiti specifici della sanità e della scuola.

    L'intenzione è quella di offrire un punto di riferimento editoriale per ricercatori di valore, e di collocarsi con autorevolezza nel contesto dell'attuale dibattito scientifico-culturale. Và infine specificato che la rivista Riflessioni Sistemiche ha una frequenza di pubblicazione di tipo semestrale, e che i suoi numeri sono di volta in volta dedicati ad un tema specifico, ospitando lavori firmati da studiosi di varie nazionalità, seppur con una particolare cura nel dar voce a quelle che sono le realtà di sperimentazione e ricerca presenti nel nostro paese.

    Per leggere la monografia n° 21, clicca qui

     

    Di seguito potete trovare l'indice dei saggi presenti in questa pubblicazione:

    • Sergio Boria e Giorgio Narducci - Prefazione
    • Pietro Barbetta - Complessità versus semplificazione delle cose complicate: una provocazione (pre) moderna
    • Antonella Bozzaotra - L’intervento psicologico e l’intervento formativo attraverso le teorie sistemiche
    • Luca Casadio - La lezione di Gregory Bateson non è ancora esaurita
    • Marcella Cavallo - La psicoterapia sistemica nei contesti interculturali: un possibile antidoto all’applicazione di modelli tout court?
    • Enzo de Bustis - Una riflessione sistemica sulle condizioni della sofferenza psicologica infantile in Italia
    • Maurizio Dodet - Self Meaning Psychotherapy: La dimensione Sistemico Processuale del Cognitivismo
    • Cecilia Edelstein - L’approccio sistemico pluralista. Un’inclusione possibile
    • Federico Ferrari - Navigare le categorie infinite: distinguere le dimensioni processuali nel lavoro con le identità sessuali.
    • Laura Fruggeri – Criteri metodologici per lo studio e la valutazione delle relazioni e dei processi familiari: complessità, multi-processualità, molteplicità
    • Paolo Gritti - Il paradigma psicosomatico: una prospettiva relazionale
    • Annamaria Sorrentino - Il sintomo
    • Umberta Telfener - La sistemica, una storia personale
    • Maria Laura Vittori - Aprirsi al dialogo reclutando gentilezza. Una terapeuta relazionale incontra l’Open Dialogue
  • salvador minuchin - 50 anni di terapia familiare

    Maggio 2003 - volume n. 1

    Questo primo volume è intitolato "Cinquant'anni di Terapia Familiare" e vuol essere un omaggio a Salvador Minuchin, pioniere della terapia familiare. Contiene la trascrizione fedele del suo intervento e del dibattito che ne è seguito in occasione del suo viaggio in Italia nel maggio del 2002.

    Crediamo che questa sia un'ottima opportunità per conoscere il metodo di lavoro di Minuchin attraverso una lettura piacevole e di tono colloquiale, con contenuti inediti, di sicuro interesse per chi volesse avvicinarsi all'approccio strutturale in Terapia Familiare e Counseling.

    RECENSIONE A CURA DI LAURA VERNASCHI

    Dal sito di Terapia sistemica http://infosistemica.wordpress.com/2004/10/03/un-seminario-con-sal/#more-72

    Con questo volume prende il via la Collana intitolata “Dialoghi e conversazioni con Shinui”, un piccolo quaderno poco più grande di una mano, ma dal contenuto prezioso: il seminario condotto da Salvador Minuchin presso l’associazione Shinui, di cui Cecilia Edelstein ripropone la trascrizione fedele. L’incontro, condotto in italiano, era rivolto a soci, allievi, collaboratori dell’associazione ma anche a quanti volessero per un giorno addentrarsi dentro la storia della Terapia della Famiglia e dell'approccio strutturale in particolare. Oggi anche chi non c'era ha la possibilità di leggerlo.

    Il volume e il seminario, suddivisi sostanzialmente in due parti, vertono in primis sulla descrizione del panorama della terapia familiare e la sua evoluzione nell’arco di cinquant’anni (in allegato si trova il materiale portato da Minuchin stesso), per poi, nella seconda parte, concentrarsi sugli aspetti pratici del lavoro terapeutico, illustrato attraverso due casi clinici. Le due aree tematiche sono intervallate dalla trascrizione dei dialoghi così come sono avvenuti tra il professore e i presenti.

    Salvador Minuchin, uno dei padri della terapia familiare, si muove tra i partecipanti fino a diventare semplicemente ‘Sal’, narratore di storie, emozioni e suggestioni. Nel racconto della storia della terapia familiare, Sal colloca persone, oltre che grandi terapeuti, e non è difficile immaginarselo mentre passeggia fra i presenti, chiedendo pareri o aprendosi allo scambio e al confronto.

    La lettura, che possiede il tono intimo e confidenziale di una conversazione, rappresenta, per chi ancora non conosce l’approccio strutturale alla terapia familiare, un’occasione per entrare in contatto con i metodi e le tecniche presentate nello specifico e comparate con l’approccio sistemico, ma, soprattutto, un’opportunità per conoscere, quasi di persona, un uomo e un terapeuta dallo stile e dal carisma unici.

    Per chi, invece, già conosce Salvador Minuchin, può rappresentare uno stimolo per riflettere in modo critico sulla descrizione effettuata della storia della terapia familiare e sul posizionamento all’interno dello schema proposto (sistemico o strutturale? Osservatori partecipanti o "interventisti trattenuti"?) e, sicuramente, la possibilità di rivivere l’esperienza di un incontro e di un dialogo con ‘Sal’.

  • salvatore inglese - immigrazione e servizi – la costruzione del disagio e la costruzione delle possibilità

    Maggio 2004 - volume n. 2

    Il secondo quaderno della collana "Dialoghi e conversazioni con Shinui" contiene il seminario inserito nel ciclo formativo dedicato alle tematiche dell'immigrazione; si incentra sull'incontro fra migranti e servizi nelle realtà del nostro paese. Il materiale, sia teorico che pratico, è indirizzato a un'ampia gamma di operatori psico-socio-sanitari, educativi e legali.

    Forte oppositore della prospettiva universalista (Inglese si sbilancia al punto da dichiarare che non c'è conoscenza nell'universalismo), denuncia l'impotenza e l'inefficienza delle categorie nosografiche occidentali quando applicate a pazienti appartenenti ad altre culture e racconta, in prima persona, la storia dell'etnopsichiatria in Italia.

    In questo volume troviamo contemporaneamente:

    • una chiara e cruda descrizione delle dinamiche relazionali che si sviluppano nell'incontro fra migranti e servizi nei loro aspetti più tangibili;
    • una complessa illustrazione delle dinamiche implicate nei processi di costruzione dei conflitti;
    • un'articolata presentazione delle problematiche connesse alla relazione di potere e di subalternità che si sviluppa fra padrone e schiavo, fra egemone e subalterno, fra società dominante e gruppo minoritario;
    • un'acuta critica al sistema sanitario.

    I numerosi esempi offerti durante la giornata hanno favorito la riflessione sulla complessità delle relazioni umane, in modo particolare quando alle variabili culturali, sempre presenti, si aggiungono quelle interculturali.

    Con un linguaggio deliberatamente non pacificato e con l'utilizzo creativo di metafore belliche, Inglese riporta in modo trasversale, direttamente e indirettamente, la questione etica.

    La sua proposta, come quella di Tobie Nathan, è di adottare approcci selettivi e puntuali che considerino la soggettività dei pensieri e la specificità culturale.

    Nella costruzione delle possibilità, spazio privilegiato viene dedicato alla mediazione e alla figura del mediatore ("l'operatore di frontiera"), sia come clinico specializzato nei contesti terapeutici, sia come abilità da sviluppare all'interno di tutte le professioni, compreso il counseling, quando si entra in contatto con lo straniero all'interno dei servizi socio-sanitari.

    Una bibliografia esaustiva, relativa alle tematiche affrontate nel seminario, si trova in fondo al volume.

    Salvatore Inglese, noto rappresentante italiano dell'etnopsichiatria, di origine calabrese, è tornato nella sua terra dopo gli studi di medicina e psichiatria, svolti a Bologna, con frequenti proiezioni in Francia e Svizzera. Dirige il Modulo di "Psichiatria Transculturale e di Comunità - Metodologia della Ricerca" presso il Centro di Salute Mentale dell'ASL 7 di Catanzaro; ha collaborato per più di 10 anni con il Centre "G. Devereux" dell'Università di Parigi VIII (promotore dell'etnopsichiatria, disciplina avviata da Tobie Nathan, allievo di Devereux); ha partecipato alle redazioni de "I fogli di ORISS", "AM. Rivista della Società Italiana di Antropologia Medica", "Daedalus", "Ethnopsy. Les mondes contemporains de la guérison"; già corrispondente italiano de "La Nouvelle Revue d’Ethnopsychiatrie".

    Da trent’anni Inglese lavora con altre culture nel campo della salute mentale: stranieri, migranti e guaritori tradizionali, appartenenti ai più diversi mondi culturali, sono i soggetti privilegiati della sua continua ricerca e della lotta incessante a favore di mutamenti sociali accompagnati da coscienza politica.

    Cecilia Edelstein