Centro Di Consulenza Sulla Relazione Scuola Di Counseling Sistemico Pluralista Corso Di Mediazione Familiare

Il counseling sistemico pluralista a scuola come sostegno alla definizione di genere

Tesi finale di: Marialuigia Pagani

Relatore: Luigi Ubbiali

Anno di discussione tesi: 2013

L’autrice conduce una riflessione sui concetti di genere e gender, affrontati in ottica sistemica pluralista, a partire da un percorso di counseling scolastico condotto durante la propria esperienza di tirocinio.

La tesi si struttura in tre parti: la prima, teorica, sul modello sistemico pluralista; la seconda, in cui si specifica come l’ottica sistemica declini i concetti di genere, gender e identità; la terza, pratica, in cui viene illustrato il percorso di counseling condotto.

Nella prima parte, l’autrice illustra la nascita e l’evoluzione della professione di counseling sistemico pluralista, riassumendone principali autori e tecniche, ed entrando nella specificità del counseling in ambito scolastico.

Nella seconda parte viene fatto un excursus sulla costruzione dell’identità di genere sia secondo un’ottica temporale che multidisciplinare, introducendo i contributi antropologici ed etologici di Bateson e Mead e la teoria Queer. L’autrice si addentra, poi, nella visione ecologica della sessualità  e della distinzione tra sesso, genere e gender che rimangono, però, in un’interazione processuale costante. Questa seconda parte si conclude con una digressione sui gender e le appartenenze di genere, soffermandosi sul contributo di Barbetta, che ne “Le radici culturali della diagnosi”, riflette su un possibile legame tra alcune specifiche malattie del corpo e il discorso sul gender.

La terza parte è la descrizione di un percorso di counseling scolastico, condotto dall’autrice e incentrato sul tema della definizione di genere: l’autrice illustra la situazione postagli da un’adolescente e la sua evoluzione.

Vengono riassunte le tecniche utilizzate lungo il percorso; il lavoro su se stessa compiuto dall’autrice che, in sede di supervisione, esplora i propri pregiudizi professionali e personali; infine, i risultati ottenuti.

L’autrice conclude il proprio lavoro riflettendo su come sia necessario, nel lavoro sul gender, non scegliere tra opposti, ma lavorare sulle differenze come ricchezza di immaginari, di possibilità, di contesti e generatori di cambiamenti.